martedì 23 agosto 2011

OMICIDIO REA: PAROLISI RESTA IN CARCERE

Libertà negata a Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell'Esercito accusato dell'omicidio della moglie 29enne Melania Rea avvenuto il 18 aprile scorso nel bosco delle "Casermette" di Ripe di Civitella del Tronto. La decisione è stata presa questa mattina dal tribunale del riesame de L'Aquila, riunito ieri, che ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Teramo, Giovanni Cirillo, lo scorso 2 agosto. I giudici aquilani hanno respinto il ricorso presentato dai legali di Parolisi perché persiste il pericolo di inquinamento delle prove. La Procura di Teramo infatti, sta ancora eseguendo accertamenti sul sangue e sulle celle telefoniche. Il caporalmaggiore dunque resterà per il momento nel carcere di Castrogno a Teramo mentre i suoi legali hanno già annunciato il ricorso in cassazione. "La battaglia di Parolisi verso l'innocenza - hanno commentato i legali - sara' dura e difficile, la combatteremo a partire dal ricorso in Cassazione con dignita' e determinazione, perche' siamo certi che la giustizia riconoscera' la sua totale estraneita' ai fatti". Di parere diverso il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno, colonnello Alessandro Patrizio, che ha spiegato: "Abbiamo lavorato sempre con scrupolo e coscienza, non partendo dall'ipotesi di un responsabile certo ma cercando la verita' dei fatti. I dati emersi e verificati ci hanno poi portato a individuare delle responsabilita' precise". Intanto questa mattina il padre e il fratello di Melania sono stati a colloquio con uno dei due magistrati che conduce l'inchiesta.

Nessun commento: