lunedì 22 agosto 2011

PAROLISI: UDIENZA AL TRIBUNALE DEL RIESAME

Si è tenuta oggi, presso il Tribunale del Riesame dell'Aquila, l'udienza per la conferma o meno della custodia cautelare in carcere di Salvatore Parolisi, unico indagato per il delitto della moglie Melania Rea, uccisa con 32 coltellate il 18 aprile scorso. Il provvedimento che il Riesame prenderà nei confronti del caporalmaggiore Salvatore Parolisi è previsto per domani. Lo ha detto al termine dell'udienza uno dei legali del sottufficiale, l'avvocato Valter Biscotti. Parleremo dopo il provvedimento - ha dichiarato - per ora siamo soddisfatti.
Il caporalmaggiore è arrivato al Tribunale dell'Aquila a bordo di un furgone della polizia penitenziaria, partito dal carcere Castrogno di Teramo alle 9.15. Appena sceso è stato subito preso sotto braccio da due agenti e condotto nella sala D, quella del Tribunale del Riesame. Ad attenderlo i suoi legali, arrivati all'Aquila intorno alle 8,15. L'udienza è slittata di un'ora perchè i legali dell'indagato hanno presentato nuova documentazione. Il collegio è stato presieduto da Giuseppe Romano Gargarella mentre i giudici sono stati Bianca Maria Serafini e Anna Maria Tracanna. Gli avvocati della difesa, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, si sono affidati a tre periti di fama per smontare il teorema dell'accusa. Si tratta del medico legale Lorenzo Varetto, uno dei consulenti del gip di Vigevano che nel 2009 smontò la superperizia della Procura demolendo l'impianto accusatorio contro Alberto Stasi per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, di Emiliano Giardina, dell'università Tor Vergata, consulente per la difesa di Raniero Brusco, il fidanzato di Simonetta Cesaroni nel giallo di via Poma e di Roberto Cusani, docente universitario di telecomunicazioni che si è occupato del caso di Denise Pipitone, la bambina scomparsa anni fa in Sicilia. Parolisi, istruttore di reclute donne alla caserma di Ascoli che ospita il 235/mo Reggimento Piceno, ha sempre detto di essere innocente sostenendo che la moglie 29enne si trovava con lui a Colle San Marco, Ascoli Piceno, e non nel bosco delle Casermette di Ripe di Civitella del Tronto, nel teramano, dove Melania fu uccisa il 18 aprile scorso, come sostengono gli inquirenti. Il cadavere fu trovato solo due giorni dopo.
Il Tribunale del Riesame dell'Aquila ha poco tempo a disposizione per studiare i fascicoli e le memorie di accusa e difesa relativi al caporlamaggiore Salvatore Parolisi. Domani scadono i dieci giorni dal deposito della documentazione presentata dal collegio della difesa, termine entro il quale lo speciale tribunale deve confermare o meno la custodia cautelare in carcere del sottufficiale dell'Esercito. Il Riesame potrebbe fare anche scelte diverse, adottando altre misure cautelari, non esclusi i domiciliari. Questa udienza è stata praticamente dedicata alla difesa: l'accusa non ha potuto depositare o integrare atti di alcun genere, mentre Parolisi ha rilasciato deposizioni spontanee parlando per circa mezz'ora. Da quanto si è appreso avrebbe ricostruito tutti i movimenti del 18 aprile, giorno dell'omicidio della moglie Melania, ribadendo la sua innocenza.

Per quanto riguarda i cellulari non ci sono prove certe, ha spiegato Cusani. Poco prima delle 15 si registrano due chiamate senza risposta su una cella che è servente per la zona di Ripe di Civitella, nel teramano, ma quella stessa cella copre parte di colle San Marco, in provincia di Ascoli Piceno. La posizione del cellulare di Melania non è, quindi, definita tra i due posti.
Il presidente del Tribunale del Riesame, Giuseppe Romano Gargarella, ha infine dichiarato che è impossibile decidere oggi. La decisione ci sarà tra domani mattina e domani pomeriggio. Molte sono le carte da valutare per quali occorre del tempo.

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