martedì 20 settembre 2011

COMMISSIONE GRANDI RISCHI: AL VIA IL PROCESSO

Ha preso il via oggi, ma è stato poi rinviato al primo ottobre, nell'aula dibattimentale del Tribunale dell'Aquila, il processo a carico dei sette componenti la Commissione Grandi Rischi accusati di omicidio colposo, lesioni personali colpose e cooperazione nel delitto colposo a seguito del sisma del 6 aprile 2009. Si tratta di Franco Barberi, presidente vicario della Commissione Grandi Rischi, Bernardo De Bernardinis, già vice capo del settore tecnico del dipartimento di Protezione Civile, Enzo Boschi, all'epoca presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Giulio Selvaggi, direttore del Centro nazionale terremoti, Gian Michele Calvi, direttore di Eucentre e responsabile del progetto C.a.s.e., Claudio Eva, ordinario di fisica all'Universita' di Genova e Mauro Dolce, direttore dell'ufficio rischio sismico di Protezione civile. "Cerchiamo giustizia e basta, applicare le cose per ottenere risultati che la giustizia richiede" queste le parole del procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, prima di entrare nel foro dove i membri della commissione dovranno rispondere di "una valutazione del rischio sismico approssimativa, generica e inefficace in relazione alla attivita' della commissione e ai doveri di prevenzione e previsione del rischio sismico". Valutazione fatta dall'organismo consultivo della presidenza del Consiglio il 31 marzo 2009, una settimana prima della scossa delle 3.32, nel corso di una riunione durante la quale la Commissione fornì ai cittadini "informazioni imprecise, incomplete e contraddittorie sulla pericolosita' dell'attivita' sismica vanificando le attivita' di tutela della popolazione". Presente in aula questa mattina solo uno degli imputati, Bernardo De Bernardinis, mentre per gli altri sei imputati e' stata dichiarata la contumacia. "Ritenevo importante esserci - ha spiegato l'ex vice capo della Protezione Civile - perche' questa e' la mia terra e anche per sottolineare la professionalita' e la qualita' degli altri pubblici funzionari. Sono abruzzese, lo dovevo anche alla gente del luogo". E sono circa 70 le parti civili, cioé quelle che hanno diritto al risarcimento danni, che sono state ammesse al processo . Esclusi, invece, dal giudice del Tribunale dell'Aquila, Marco Billi, il Codacons e l'associazione Codici, bocciati gia' nella fase dell'udienza preliminare.

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