lunedì 12 settembre 2011

RICICLAGGIO: SEQUESTRI NEL CENTRO DI PESCARA

Movida pescarese in subbuglio. Questa mattina 70 uomini tra agenti della squadra mobile e finanzieri di Pescara, coordinati dal Procuratore capo Nicola Trifuoggi, hanno eseguito una serie di sequestri di locali nel pieno centro di Pescara. I sigilli sono stati posti ai due "Caffè Venezia", di via Venezia e di via Regina Margherita, alla panetteria "Piglia la Puglia", sempre in via Venezia, alla pizzeria "Università della Pizza" in piazza Martiri Pennesi e infine al pub "Piano Terra" di Corso Manthonè. Tutti i locali sono riconducibili alla famiglia Granatiero, di origine foggiana, alla quale sono contestati i reati di riciclaggio. Le indagini sono partite dal 2003, quando la famiglia ha iniziato la sua espansione economica, con l'acquisto di diversi locali nel centro di Pescara. Nel corso delle investigazioni sarebbero emersi anche dei contatti tra la famiglia pugliese ed un'altra famiglia sempre foggiana, accusata di associazione per delinquere di stampo mafioso nel processo "Iscaro-Saburo". Secondo la Procura, proprio da questa famiglia proverrebbe il denaro investito dai Granatiero per costuire il loro "impero". Si tratta di grosse somme di denaro contante che "non usciva dai conti correnti dei Granatiero ne' dalle loro attivita'" - ha commentato il procuratore Nicola Trifuoggi. Somme "ingiustificate" a disposizione dei Granatiero che venivano inserite in bilancio sotto la voce "crediti diversi". Nell'ambito dell'operazione di oggi e' stato nominato un amministratore giudiziario che si occupera' della gestione degli esercizi commerciali che, quindi, riprenderanno l'attivita' una volta eseguito l'inventario dei beni. Da questo punto di vista - ha detto Trifuoggi - si e' voluto salvaguardare "l'aspetto occupazionale". Sotto sequestro anche i saldi di conto corrente riconducibili ai 7 indagati, oltre a beni ed automobili, per un totale di 20 milioni di euro.Intanto la famiglia Granatiero ha annunciato di aver "gia' predisposto un'istanza per il Tribunale del Riesame, che sara' discussa dopo il 20 - 21 settembre". Ad annunciarlo e' uno dei legali della famiglia, Giuseppe Cantagallo, che oggi ha commentato per conto della famiglia l'indagine della Procura di Pescara. "Il sequestro preventivo - ha commentato Cantagallo - per noi non ha ragione di esistere. I miei assistiti - prosegue - dichiarano l'estraneita' ai fatti contestati. Tra l'altro si parla di beni per venti milioni ma si tratta di una cifra esagerata. In realta' miei clienti hanno contratto quasi 3 milioni di euro tra mutui e leasing ancora accesi". Il legale ha detto la sua anche sui rapporti con la famiglia Romito. "I Granatiero - ha proseguito - sono estranei alla famiglia Romito, se non per il fatto che sono entrambe di Manfredonia. Non ci sono rapporti commerciali tra le due famiglie se non per una cessione di attivita' commerciale nel 2000". Cantagallo evidenzia anche che il gip ha rigettato la richiesta di misura cautelare personale per gli indagati avanzata dal pm. Oltre a Cantagallo il legale dei Granatiero e' Paolo Gemelli di Roma.

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