martedì 27 settembre 2011

RITI VOODOO PER FARLE PROSTITUIRE: BANDA IN MANETTE

Si è conclusa oggi un'operazione condotta dalla Squadra Mobile di Pescara nei confronti di una banda di nigeriani accusata di riduzione in schiavitù finalizzata allo sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le indagini, partite l'anno scorso sotto il coordinamento della Procura Distrettuale di L'Aquila, durate diversi mesi, si sono basate sia sulle dichiarazioni di alcune delle ragazze sfruttate, sia su numerose intercettazioni e servizi di controllo e pedinamento. Questa mattina all'alba gli agenti, sotto la direzione della Procura Distrettuale e coordinata dal Servizio Centrale Operativo di Roma hanno eseguito 5 arresti, tre uomini e due donne. Secondo quanto ricostruito, le ragazza nigeriane, una decina tra i 20 e i 30 anni, venivano fatte venire in Italia e affinchè si prostituissero venivano anche sottoposte a riti Voodoo, per ottenere il loro silenzio. Le "schiave" erano anche sottoposte a violenze fisiche e pressioni psicologiche, ed erano minacciate di gravi ritorsioni su di loro e sui loro famigliari. L'organizzazione smantellata dalla squadra mobile gestiva tutta la filiera, dal reclutamento delle ragazze in Nigeria fino all'arrivo in Italia e all'avvio alla prostituzione, con controlli pressanti sulle lucciole che venivano segregate in casa, picchiate e minacciate. Per ragiungere l'Italia, le ragazze spesso erano costrette ad attraversare il deserto, per poi giungere in Libia e da li' spostarsi in Italia, anche a bordo dei barconi. L'arrivo in Italia, che costava a ogni prostituta tra i 50 e i 60mila euro, era favorito da documenti falsi, che venivano sequestrati una volta entrati in Italia, in modo da impedirle una fuga.

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