Non va condannato l'adepto rasta sorpreso con una busta di marijuana: la sua religione, infatti, impone l'uso quotidiano di 'erba sacra' da consumare da soli fino a 10 grammi al giorno. Lo si evince da una sentenza della Cassazione, con la quale e' stata annullata con rinvio la condanna a un anno e 4 mesi di reclusione inflitta ad un 44enne per illecita detenzione al fine di spaccio di marijuana. L'imputato, trovato in possesso di quasi un etto di erba, da cui potevano essere ricavati 70 spinelli, aveva presentato ricorso alla Suprema Corte contro il verdetto dei giudici del merito, spiegando che, data la sua religione, era giustificata la detenzione della sostanza stupefacente e la conferma che fosse destinata solo ad uso personale. Gli 'ermellini' della sesta sezione penale hanno accolto il ricorso dell'uomo.
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