venerdì 30 settembre 2011

IL CIPE SBLOCCA I FONDI FAS

I 607 milioni di fondi Fas sono ufficialmente sbloccati. Lo comunica il governatore Gianni Chiodi che questa mattina ha partecipato alla riunione del Comitato interministeriale che ha discusso, tra gli altri, il punto relativo allo strumento di programmazione regionale. "Con il si' del Cipe i fondi Fas entrano di fatto nella disponibilita' dell'Abruzzo - ha dichiarato il presidente della Regione al termine della seduta del Cipe -. Il via libera di oggi chiude un iter politico e amministrativo che il governo aveva anticipato nella riunione del Patto Abruzzo della settimana scorsa a Palazzo Chigi, rispettando in questo modo gli impegni che aveva assunto al cospetto di tutte le forze politiche, sindacali, imprenditoriali e sociali della regione". Il presidente Chiodi ha poi voluto sottolineare che "ora per l'Abruzzo si apre una fase nuova, dopo una prima caratterizzata dal rigore e dal risanamento dei conti. E' il momento ora di dare capacita' di sviluppo all'intera regione".

TESTIMONI IN AULA PER SANITOPOLI

Pausa estiva conclusa anche per il processo sanitopoli che vede imputate 27 persone tra cui l'ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco. Questa mattina è stata la volta degli 8 testimoni chiamati dall'accusa rappresentata dal procuratore capo Nicola Trifuoggi e dai pm Giampiero Di Florio e Giuseppe Bellelli. Tra di loro ci sarebbe dovuta essere anche Anna Maria Sollecito, la moglie di Vincenzo Maria Angelini, che però non si è presentata al tribunale di Pescara per malattia. Tra i testimoni ci sono anche alcuni dipendenti del gruppo Villa Pini: il responsabile delle relazioni del gruppo Antonio Salvatore, il consulente contabile del gruppo Novafin Marco Rovella, il responsabile del personale Giuseppe De Iuliis, che ha parlato di assunzioni pilotate e decise da Angelini e i dipendenti Andrea Di Nizio, Giovanni Susini e Monica Passamonti. Infine, al banco, siederà anche Serena Palmanella.

FALSO MEDICO IN MANETTE

Praticava l'agopuntura pur non essendo abilitato. Per questo un 50enne  stato arrestato dai Carabinieri dei Nas di Pescara. Il falso medico, che raccontava perfino di appartenere ai servizi segreti,  secondo l'accusa irretiva le sue pazienti, psicologicamente vulnerabili, per farsi consegnare denaro e oggetti di valore. Due le vittime accertate durante le indagini, che sono iniziate alla fine del 2009.  Una quarantenne, che aveva problemi personali, avrebbe consegnato al sedicente medico, con cui aveva avviato un "percorso terapeutico" sul piano psicologico, gioielli per 90.000 euro con lo scopo di rivenderli, mentre un'altra quarantenne benestante e in stato emotivo particolarmente debole avrebbe consegnato all'uomo 250.000 euro. La prima vittima e' stata anche impiegata, senza essere pagata, in lavori domestici a favore di due persone che ora sono indagate in stato di liberta' per violenza privata. La donna, tra l'altro, non ha mai avuto i 90mila euro corrispondenti al valore dei gioielli ma, dopo le insistenti richieste del marito, avrebbe ricevuto solo 20mila euro.
 
 

PICCHIAVA MOGLIE E FIGLI. ARRESTATO

Un operaio edile romeno è finito in carcere con l'accusa di maltrattamenti in famiglia. L'uomo minacciava e picchiava la moglie e ai due figli riservava umiliazioni disdicevoli. La misura restrittiva e' scaturita in seguito alle indagini che i carabinieri di Paganica avevano avviato in seguito alla denuncia della moglie la scorsa primavera, la quale lamentava di essere continuamente sottoposta a vessazioni morali e fisiche da parte del marito. Le minacce erano particolarmente pesanti e consistevano in affermazioni del tipo "ho preparato ed affilato bene il coltello"..."ti e' rimasto poco da vivere"..."io ti ammazzo...". In un'occasione, mentre l'uomo picchiava violentemente la moglie, tentando di soffocarla, era intervenuta anche la figlia minore in soccorso della donna. L'uomo a quel punto si era così scagliato contro la ragazza, arrivandole a tagliare una parte dell'apparecchio dentale con delle cesoie.

PEDO PORNOGRAFIA: SEQUESTRI IN TUTTA ITALIA

E' coinvolta anche Chieti nella maxi operazione condotta dalla Polizia Postale della Sicilia orientale contro la pedopornografia on-line, che ha visto perquisizioni in 32 città italiane. Cinquantuno persone sono indagate dalla Procura distrettuale di Catania per detenzione di materiale pedo-pornografico. L'indagine della Polizia Postale di Catania, coordinata dal Procuratore aggiunto Marisa Scavo e dal sostituto Antonella Barrera, ha riguardato accessi a un sito web allocato in Germania e contenente immagini di pornografia pedofila. L'operazione e' stata condotta con la collaborazione delle autorita' tedesche e il coordinamento del Centro nazionale di contrasto della pedo-pornografia on line (Cncpo) di Roma. Le perquisizioni sono state eseguite ad Ancona, Arezzo, Ascoli Piceno, Asti, Bari, Benevento, Bergamo, Brescia, Chieti, Cuneo, Ferrara, Firenze, Frosinone, Genova, Imperia, Mantova, Milano, Modena, Padova, Palermo, Parma, Reggio Emilia, Roma, Salerno, Savona, Siena, Terni, Torino, Trieste, Udine, Venezia e Viterbo.

giovedì 29 settembre 2011

OMICIDIO MANOPPELLO. PERIZIA SUL GIOVANE

Sarà effettuata una perizia su Valentino Di Nunzio, il 27enne di Manoppello Scalo che domenica pomeriggio ha ucciso la madre Maria Teresa Di Giamberardino, assalendola in casa e colpendola con un coltello. Il Gip del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, ha infatti accolto la richiesta presentata dal legale del giovane, l'avvocato Isidoro Maladra, per accertare la compatibilita' delle condizioni mentali del ragazzo con la detenzione in carcere. Fino ad allora però il giovane resterà in carcere dal momento che lo stesso giudice per le udienze preliminari ne ha convalidato l'arresto.

SISMA: FAMILIARI VITTIME IN AULA CONTRO PREMIER

Primo passaggio in aula oggi, al Tribunale Civile dell'Aquila, per la citazione di responsabilita' civile nei riguardi della Presidenza del Consiglio dei Ministri, citata dai familiari delle vittime del sisma aquilano, per una somma di 22 milioni e 500mila euro. L'azione legale fa riferimento alle richieste avanzate da una trentina di famiglie che hanno perso i propri cari in seguito al terremoto del 6 aprile 2009, ma soprattutto alle dichiarazioni rassicuranti rese da alcuni rappresentanti della Commissione grandi rischi nei giorni in cui L'Aquila era interessata da uno sciame sismico. I due legali, Maria Teresa di Rocco e Silvia Catalucci, hanno presentato richieste di consulenze medico-legali per provare il danno biologico e le ripercussioni psico-fisiche subite dalle parti che hanno deciso di citare il premier Silvio Berlusconi in quanto la Commissione Grandi rischi e' organo consultivo della Protezione civile che non ha personalita' giuridica. Nell'udienza il magistrato Maria Bianca Serafini si e' riservata di provvedere sull'ammissibilita' e sulla rilevanza dei mezzi di prova. Oltre 300 i testimoni citati dai due avvocati aquilani tra cui anche ricercatori dell'Ingv. Cinque invece i testimoni citati dall'avvocatura dello Stato in rappresentanza del Consiglio dei ministri.

DRAGAGGIO: PRESENTATI 2 ESPOSTI IN TRIBUNALE

La questione dragaggio finisce in tribunale. Due esposti sono stati presentati alla Procura della Repubblica di Pescara. Uno il 29 dicembre 2010 e il secondo all'8 aprile 2011, dai consiglieri di opposizione Enzo Del Vecchio (Pd) e Fausto Di Nisio (Italia dei valori). Fino ad oggi i due consiglieri hanno preferito "non dire nulla degli esposti presentati. Ma oggi, a lavori di dragaggio conclusi, ci sentiamo in diritto di dire alla collettivita' cosa e' accaduto" e cioe' "il deprecabile, maldestro e distorto uso che si e' fatto del denaro pubblico" perche', hanno spiegato, all'impresa Nicolaj, appaltatrice dei lavori, sono stati destinati "486.600 euro di regali, cioe' somme per oneri non previsti in gara". Del Vecchio ha ricordato che le procedure di gara per il dragaggio sono state due: la prima di 500mila euro per 9.000 metri cubi (poi ridotti a 2.000) e la seconda di un milione e 900 mila euro (poi ridotti a un milione e 90mila euro) per rimuovere 16.800 metri cubi. La prima gara si e' svolta a giugno del 2010, e la ditta Nicolaj si e' aggiudicata l'appalto ma e' subito emersa la "mancanza dei requisiti da parte dell'impresa che non aveva la disponibilita' del sito ove trasferire e trattare il materiale da trattare", nonostante Nicolaj abbia dichiarato di disporre dell'impianto. Per superare questo problema, in base alla ricostruzione di Del Vecchio, Nicolaj ha ottenuto l'autorizzazione a trattare sul posto il materiale con un impianto mobile e la ditta Dec ha ottenuto il subappalto per effettuare questo trattamento (al prezzo di 223.800 euro). A quel punto il Provveditorato ha predisposto un progetto di variante con il quale ha ridotto i metri cubi da dragare e ha rivisto il costo del trattamento in ragione della nuova strumentazione (facendolo passare da 42,5 euro a metro cubo a 105,5 euro a metro cubo). Si e' passati poi al secondo progetto, anch'esso affidato alla ditta Nicolaj. E' stato allora che i carabinieri hanno preceduto al sequestro, in due occasioni, della discarica dove venivano conferiti i materiali inquinati separati dalle sabbie ed e' stata quindi individuata una nuova discarica a Canosa di Puglia ma il Provveditorato ha sospeso i lavori e approtato una variante progrettuale in diminuzione. Dall'esame del computo metrico emerge pero' che a Nicolaj sono stati rimborsati a pie' di lista 262.800 euro per il conferimento a discarica a Canosa di Puglia, "come se la responsabilita' dell'accaduto fosse da ricondurre alla committenza e nonostante questo onere fosse stato gia' previsto e remunerato in sede progettulale". A Nicolaj, per Del Vecchio, "sono stati regalati prima 223.800 euro e poi 262.800" per cui "ci sono profili di illegittimita' amministrativi grandi come una casa ma anche reati penali" e il consigliere parla apertamente di "truffa". "Non si e' dragato il porto - ha detto Fausto Di Nisio - ma si sono dragate le tasche della collettivita'".

OPERAIO FERITO A FARINDOLA: ANCORA GRAVE

E' ricoverato in gravi condizioni, per lo schiacciamento dell'addome, del torace e del cranio, il 51enne ferito in un incidente sul lavoro avvenuto nel pomeriggio di ieri nell'azienda agricola Martinelli di Farindola. Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri di Penne, intervenuti sul posto, e che hanno sequestrato l'area dell'incidente, l'operaio, intorno alle 16.30,  sarebbe stato ricoperto dal terreno  di un fossato nel quale si era calato, per compiere delle operazioni di drenaggio. L'uomo, trasportato a Pescara dall'elicottero del 118, è ancora ricoverato nel reparto di rianimazione.

GIOCA A CARTE CON ANZIANO E POI LO DERUBA

Prima guadagna l'amicizia di un anziano, poi con il pretesto di fare una partita a carte, si introduce in casa e lo deruba. Ha agito così un 43enne pregiudicato di Silvi Marina, arrestato questa notte per furto in abitazione dai Carabinieri di Farindola. L'uomo aveva conosciuto da poco un 77enne di Farindola. Ieri sera si è presentato a casa dell'anziano con la scusa di giocare a carte. Una volta in casa, ha iniziato a distrarre il proprietario con alcune richieste pretestuose, impossessandosi così della somma contante di 75 euro e di alcuni monili in argento riposti all'interno dei cassetti della cucina e dileguarsi. Una volta andato via l'anziano si è accorto del furto, denunciando il fatto. Il 43enne è finito in manette e la refurtiva è stata restituita.

mercoledì 28 settembre 2011

ARRESTATO PER VIOLENZA SESSUALE: ASSOLTO

E' stato assolto dall'accusa di violenza sessuale, il giovanre rumeno, arrestato lo scorso febbraio a seguito della denuncia di una sedicenne di Penne, insieme ad una sua amica. Il Tribunale  di Pescara  ha assolto lo starniero , poichè il racconto della ragazza è risultato privo di fondamento, come anche la successiva denuncia  sporta nei confronti di un altro straniero. Il tribunale di Pescara ha anche rimandato gli atti alla Procura della Repubblica affinchè vengano trasmessi al Tribunale dei minori per la grave condotta delle due sedicenni.

OMICIDIO REA. IL PM TORNA A RIPE

Il Pm della Procura di Teramo, Davide Rosati, che indaga sull'omicidio di Melania Rea, è tornato questa mattina a Ripe di Civitella nel boschetto dove è stato ritrovato il cadavere della giovane mamma di Somma Vesuviana. Scopo del sopralluogo, avvenuto con i carabinieri del Reparto Operativo, quello di verificare l'esistenza di un percorso alternativo e più diretto nella zona circostante. Il magistrato ha infatti percorso a piedi il tragitto che collega il boschetto fino alla frazione di Cerqueto, stimando un tempo di percorrenza di 10 minuti, anche meno in caso di persona allenata. Il pm Rosati intende dimostrare che l'autore del depistaggio, tornato sul posto per infierire sul corpo della vittima, può aver raggiunto a piedi la zona utilizzando un percorso meno frequentato e più diretto. Intanto sono stati controllati gli spazi di visibilità tra i punti di appostamento delle sentinelle militari di vedetta nella zona del poligono di tiro.

NUOVA UDIENZA DEL PROCESSO CICLONE

Torna in aula, dopo la pausa estiva, il processo Ciclone, relativo a presunte tangenti sugli appalti pubblici al comune di Montesilvano, che conta tra gli imputati l'ex sindaco di Montesilvano Enzo Cantagallo. Udienza accesa quella di oggi: accusa e difesa, infatti, si sono scontrate in relazione ad una intercettazione telefonica tra l'ex sindaco e Lamberto Di Pentima, ex capo di gabinetto del Comune di Montesilvano. Nella telefonata Cantagallo racconta di un colloquio con una persona, che gli investigatori ritengono trattarsi del comandante dei vigili di Montesilvano, moglie dell' ex capo della squadra mobile, Zupo. Nello specifico l'ex primo cittadino riferisce a Di Pentima di aver chiesto a quella persona se sapeva qualcosa sulle indagini e questa, secondo Pavone, avrebbe risposto di non sapere nulla. Questa mattina è stata anche  la volta della testimonianza del sostituto commissario Giancarlo Pavone, che ha raccontato di aver saputo tramite l'ispettore Pastore, a sua volta informato dall'ispettore Colangelo, che avrebbe parlato direttamente con Cantagallo, che l'ex sindaco sapeva di essere sottoposto ad indagine e di avere il telefono sotto controllo. Pavone ha infine parlato della parte delle indagini relative ai lavori dei fossi di scolo realizzati a Montesilvano dalla ditta Ferretti, sostenendo l'esistenza di anomalie nelle concessioni degli interventi.

RUMENO IN MANETTE PER FURTO

Ruba in un negozio di abbigliamento ma viene fermato per un controllo e denunciato. E' accaduto la notte scorsa ad un rumeno di 23 anni finitonei guai per furto. Il giovane, fermato dai carabinieri di Vasto a bordo della sua auto, è stato trovato in possesso di oggetti e accessori per motocicli e capi d'abbigliamento del valore di 15 mila euro, rubati in un negozio sportivo di Vasto Marina. La refurtiva e' stata restituita al legittimo proprietario.

UCCIDE MADRE. CHIESTA PERIZIA

Resta in carcere Valentino Di Nunzio, il 27enne di Manoppello Scalo che domenica pomeriggio ha ucciso la madre 55enne, Maria Teresa Di Giamberardino, assalendola in casa e colpendola con un coltello. Questa mattina, infatti, si è svolta, davanti al gip Gianluca Sarandrea, l'udienza di convalida dell'arresto del giovane. Il ragazzo, che ha problemi psichici, ha confermato anche durante l'interrogatorio quanto aveva gia' riferito subito dopo il fatto ai carabinieri della compagnia di Popoli. Intanto il legale di Di Nunzio, Isidoro Malandra, ha chiesto una perizia per accertare la compatibilita' delle condizioni mentali del ragazzo con la detenzione in carcere.