lunedì 15 settembre 2008
REPERTI ARCHEOLOGICI A SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIORE
Una grotta con resti di corpi umani fossilizzati, di origine molto antica e, all'ingresso, una serie di croci incise. E' la scoperta fatta dal sindaco e da altri amministratori di San Valentino in Abruzzo Citeriore nel territorio comunale all'interno del Parco nazionale della Majella. La grotta nella quale sono stati rinvenuti i resti si trova sul versante destro della Valle dell'Orta, e si apre, a strapiombo sul fiume, su una parete con molte cavita' carsiche, in un'area annessa al Parco nazionale della Majella, di fronte al territorio di Bolognano. Illustrando le fotografie e il video amatoriale del ritrovamento, il sindaco di San Valentino, Angelo D'Ottavio, ha spiegato che sono state scoperte sette croci incise sulle pareti (con altri segni che possono far pensare a delle croci) e una grande quantita' di ossa umane, situate in una cavita' che si trova in fondo alla grotta. Si notano, in particolare, tre bacini, dei pezzi di cranio (di peso diverso e quindi risalenti a epoche diverse) e una mandibola. Sempre nella grotta si vedono dei fori, di quelli che si realizzano per inserire delle mazze nella roccia per evitare l'accesso ad estranei. C'e', poi, un mortaio, usato forse per il grano, simile a quelli gia' rinvenuti in altre grotte della zona. Col metal detector sono state individuate tre borchie in bronzo, una piastra in materiale ferroso e qualcosa che somiglia ad una fibbia, il tutto pero' all'esterno della grotta. Secondo Valerio Natarelli, autore del rinvenimento, i resti risalgono "al periodo eneolitico (l'eta' del rame, ndr), ma e' solo un'ipotesi, e non si esclude che questo fosse un luogo di rifugio, e magari vicino c'e' una villa romana". Di piu' si sapra' solo a seguito di approfondimenti e studi specifici, a cura della Soprintendenza, che e' stata avvisata
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