Sono diversi gli imprenditori abruzzesi che in questi giorni stanno ricevendo lettere in cui vengono sollecitati a versare i diritti legati alla «trasmissione di musica registrata di sottofondo all'interno dei locali, senza aver provveduto ai pagamenti» richiesti dalla Società Consortile Fonografici. Una vera e propria tassa aggiuntiva sulla musica per esercenti che già versano i diritti Siae, come denunciano gli albergatori, gli imprenditori e i pubblici esercizi aderenti ad Assoturismo-Confesercenti. A questo proposito la Confesercenti sottolinea che «l'associato che utilizza musica a scopo non di lucro nell'esercizio della sua attività commerciale, ad esempio musica d'ambiente, sarebbe tenuto a corrispondere un equo compenso, ma ad oggi non è stato ancora emanato il Regolamento che dovrebbe determinarne la misura. Di conseguenza, in mancanza di una quantificazione del compenso ex lege, e qualora le parti non vi addivengano di comune accordo, il diritto riconosciuto agli artisti interpreti ed esecutori ed ai produttori per le utilizzazioni a scopo non di lucro non è di fatto esercitabile».
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