sabato 19 luglio 2008

DEL TURCO ATTACCA I MAGISTRATI, TRIFUOGGI RISPONDE

 

"Adesso aspetto che i giudici valutino serenamente lo stato delle cose, per come realmente sono. Non so se con le dimissioni decadano le esigenze di misura cautelare in quanto non posso piu' inquinare le prove e reiterare i reati. Dico solo che le prove non le avrei potute inquinare nemmeno se restavo al mio posto, semplicemente perche' le prove contro di me non esistono". E' questo lo sfogo del presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, raccolto dal figlio Guido nel suo incontro di ieri nel carcere di Sulmona e riversato e per "Il Giornale" sotto forma di intervista e uscita stamattina. A queste affermazioni ha risposto il procuratore capo della Repubblica di Pescara, Nicola Trifuoggi, definendole "Insulti, denigrazioni, calunnie fantasiose". Trifuoggi, parlando durante un convegno promosso dall'Ugl nell'ambito della giornata della legalita', ha fatto notare che gli insulti si stanno sostituendo alle "piu' che legittime critiche" in merito ai provvedimenti adottati, e arrivano da due parti. Provengono, ha spiegato il magistrato, "da personaggi che apparentemente non attraversano un buon periodo di salute mentale, ma la salute mentale - ha detto Trifuoggi - ce l'hanno i giornalisti che li intervistano, li aizzano, li stimolano e li provocano e arrivano da parte di mezzi di informazione che, apparentemente senza motivo, lanciano accuse infamanti. I motivi, pero', ci sono, lo posso garantire, sono specifici, individuati e alcuni attinenti l'inchiesta che stiamo conducendo.

Nessun commento: