Il capo che stressa in continuazione il dipendente con un ''continuo e pressante stillicidio finalizzato a sminuirne le capacita' professionali'' deve risarcire il dipendente per i danni patiti. Lo ha deciso la Cassazione che invita i capi irascibili a mettere mano ai ''freni inibitori'' in ufficio. Diversamente i capi dovranno rimborsare il lavoratore che a causa delle vessazioni ha subito uno ''stress emotivo''. In questo modo la quarta sezione penale, pur dichiarando l'intervenuta prescrizione del reato, ha confermato che un funzionario dirigente della pretura di Imperia, dovra' risarcire un'operatrice amministrativa che lavorava presso il suo ufficio, per lo "stato ansioso depressivo con tachicardia in stress emotivo" causato dalle continue vessazioni in ufficio.
MP
Nessun commento:
Posta un commento