«Siamo oltre le nostre forze, per favore liberateci da questa situazione, altrimenti chiederemo noi stessi che ci ammazzino». Sono le drammatiche parole di Mario Iarlori, comnadante di Ortona del Bucaneer, la nave sequestrata l'11 aprile nel golfo di Aden dai pirati somali. Escluso il blitz per evitare spargimenti di sangue, per scongiurare ogni rischio per gli ostaggi, si continua a trattare in maniera silenziosa per indurre i pirati somali a liberare i 16 componenti dell'equipaggio. Un appello disperato, lanciato ieri dal comandante, corredato anche dall'intervento di un pirata somalo, un carceriere che parla italiano, il quale ha detto che «non ci sono trattative in corso».
MP
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