Nel primo semestre del 2009 il valore delle esportazioni italiane ha registrato una rilevante flessione: - 24,2% rispetto allo stesso periodo del 2008. Lo rende noto l'Istat. La flessione è dovuta a «consistenti riduzioni dei flussi sia verso i paesi Ue (- 26,9 per cento) sia, in misura lievemente più contenta, verso i paesi extra Ue (- 20,2%)». Tutte le regioni hanno risentito di questo trend, con riduzioni superiori alla media nazionale per quella insulare (- 46%, dovuta in gran parte alla riduzione del valore delle vendite all'estero di prodotti petroliferi raffinati) e per quella meridionale (- 28,8%); flessioni inferiori alla media nazionale sono state registrate, invece, dall'Italia nord-occidentale (- 23,9%), dal Nord-Est (- 23,4) e dall'Italia centrale (- 18,5). Per quanto riguarda i flussi verso l'estero delle singole Regioni, dopo Sardegna e Sicilia mostrano gli andamenti tendenziali più negativi l'Abruzzo (-38,5%), le Marche (-28,9%), il Piemonte (-28,3%), la Puglia e l'Emilia-Romagna, che perdono entrambe il 26,8% rispetto al primo semestre 2008. Cali anche per l'export delle aziende lombarde, che registra una flessione del 23,7% tendenziale, e di quelle del Friuli-Venezia Giulia, che segna un calo del 23,4%.
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