I carabinieri della stazione di Sant'Egidio alla Vibrata hanno tratto in arresto un cinese di 46 anni, residente a Controguerra, mentre pagava tremila euro in contanti ad un imprenditore italiano grazie al quale aveva ottenuto l'ultimo permesso di soggiorno per un cinese irregolare. L'arresto rientra nell'ambito di un'inchiesta, che vedrebbe coinvolti in tutto sette imprenditori, insieme ad un commercialista del posto che assumevano come colf, dietro compenso, i cittadini cinesi di sesso maschile che ne facevano richiesta. Per ottenere il permesso di soggiorno, ogni asiatico arrivava a pagare mediamente 10 mila euro: tremila andavano al datore di lavoro fittizio, tremila al commercialista e la restante parte al mediatore cinese. I carabinieri di Sant'Egidio avevano seguito, uno degli imprenditori mentre si recava allo Sportello Unico per l'Immigrazione della questura di Teramo, per l'assunzione dell'ennesimo extracomunitario. Una volta tornato nel comune, ha incontrato il mediatore cinese. I militari si sono finti parcheggiatori ed hanno atteso che il cinese pagasse l'imprenditore per la prestazione fornita. Il cittadino cinese e' stato arrestato non appena ha consegnato il denaro. Sono state perquisite le abitazioni dei sette industriali e del ragioniere coinvolti nella vicenda. Sono stati cosi' sequestrati circa cinquanta contratti di lavoro per stranieri e documenti relativi al lavoro nero. Per tutti l'accusa e' di concorso per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dietro ingiusto profitto e di falso ideologico.
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