Si e' svolto ieri sera a Chieti il Consiglio provinciale monotematico dedicato alle problematiche della Sanita' in provincia di Chieti. A partecipare alla seduta sono stati gli assessori regionali alla Sanita', Lanfranco Venturoni, all'Agricoltura, Mauro Febbo, e al Personale, Federica Carpineta. "L'Agenzia Sanitaria nazionale- ha esordito Venturoni - ha realizzato uno studio sulle prestazioni sanitarie erogate nella nostra regione e i dati sono chiari: abbiamo circa il 20% di ricoveri inappropriati e il nostro tasso di ospedalizzazione e' pari al 210 per mille, quando la media nazionale e' del 160 per mille. Questo deriva innanzitutto da un eccesso di offerta: in una regione con 1.200.000 abitanti, abbiamo 35 strutture ospedaliere, 21pubbliche e 14 private; impossibile mantenerle tutte in piedi. Poi, c'e' anche un difetto di offerta territoriale, visto che in Abruzzo i dati dimostrano che l'ospedale supplisce allecarenze strutturali dei territori. Il punto centrale e' dunque spostare le attivita' dall'ospedale al territorio, ma nonsemplicemente chiudendo i piccoli nosocomi: prima infatti occorre creare l'attivita' sanitaria territoriale e poi si possonotagliare i piccoli ospedali". L'aziendalizzazione del policlinico diChieti, la cui Asl da sola costituisce il 35% dei debiti sanitari abruzzesi, ha aggiunto Venturoni, e' impossibile da realizzare: i costi sono pari a 135 milioni di euro, mentre il fatturato e' di 72 milioni, un'evidente sproporzione che non si potrebbe sanare se, con l'aziendalizzazione, Chieti dovesse fare assegnamento solo sulle proprie forze. In breve l'ospedale andrebbe in fallimento.
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