Tonnellate di rifiuti speciali provenienti dalle varie aziende della Val di Sangro fittiziamente selezionati e trattati finivano in due discariche: quella lancianese di Cerratina e la discarica Vergine di Taranto in Puglia. Il tutto era certificato da documentazione falsa. Lo scopo della maxi organizzazione era quello di sostenere costi contenuti e ottenere un forte sconto sull'applicazione dell'ecotassa regionale (500mila euro circa). Tra le otto persone arrestate dai carabinieri del Noe di Pescara nell'ambito dell'operazione Spiderman coordinata dalla procura di Lanciano, anche un ex vice comandante della Polizia provinciale di Chieti, Riccardo Di Mascio, 61 anni, posto agli arresti domiciliari, che avrebbe falsamente attestato in atti pubblici che l'esistenza di attrezzature per il trattamento automatico di rifiuti presso l'impianto Di Florio di Lanciano che in realta' non esistevano . Un altro ex vice comandante e' stato invece denunciato a piede libero. Sono entrambi indagati per associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti speciali che avveniva con la sistematica complcita' di impianti di gestione rifiuti, trasportatori, intermediari, imprenditori, laboratori analisi e compiacenti discariche. I rifiuti venivano conferiti da ignare aziende all'impianto della ditta Di Florio srl di Lanciano, il cui legale rappresentante Giorgio Nicola Di Florio e' in carcere. E' qui che venivano simulate operazioni di selezione, trattamento e recupero dei rifiuti che poi finivano nella vicina discarica di Cerratina. Secondo quanto accertato, il volume d'affari si aggira sui tre milioni di euro mentre la quantita' dei rifiuti gestiti e' di circa 80mila tonnellate. Nell'inchiesta sono indagate complessivamente 22 persone mentre sono 5 le aziende coinvolte.
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