E' di nuovo scontro sindacale nel carcere di Lanciano (Chieti) dove gli agenti di polizia penitenziaria sono in stato di agitazione dal 28 settembre dello scorso anno per protestare contro la carenza della pianta organica, che ha causato - oltre a turni massacranti per gli operatori per garantire la sorveglianza dei 317 detenuti, la gran parte in regime detentivo di alta sicurezza - anche una serie di incidenti in cui sono rimasti coinvolti 6 poliziotti malmenati dai detenuti stessi. In una nota a firma dei sindacati Uil, Cgil, Sappe, Osapp, Sinappe, Ugl e Cnpp, le sigle criticano l'operato della direzione della casa circondariale che, a loro dire, non si sarebbe occupata di sostenere il personale in questa battaglia. Un attacco frontale al direttore dell'istituto di pena, che avrebbe portato avanti "una gestione assolutamente leggera, permissiva e unilateralmente orientata, che ha creato i presupposti affinche' gli eventi precipitassero fino a sfociare in numerose e pressappoco impunite aggressioni ai danni di poliziotti penitenziari". "Sarebbe stato auspicabile - continuano i sindacati - migliorare le condizioni detentive dei reparti gia' esistenti, invece di orientare migliaia di euro dei contribuenti italiani per ripristinare un repartino di effimera utilita' ma che, in compenso, contribuisce a distogliere diverse unita' di poliziotti penitenziari quotidianamente". Ad una situazione gia' complicata si aggiunge anche l'interruzione dell'assistenza sanitaria ai detenuti ogni sera alle 22, che costringe gli agenti ad occuparsi anche di prestare le prime cure ai reclusi che dovessero averne necessita'. "Una situazione insostenibile - concludono i rappresentanti del personale - per questo chiediamo, oltre all'avvicendamento del direttore, anche l'impegno delle istituzioni a farsi carico della soluzione di questa vicenda, prima che la situazione finisca all'attenzione della magistratura".
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