giovedì 20 maggio 2010

DOSSIER FIUMI 2010: DATI NEGATIVI PER L'ABRUZZO

Il Wwf ha diffuso oggi i dati sulla qualità delle acque dei fiumi dettati dall'Unione Europea. L'analisi è il risultato del monitoraggio dell'Arta dei fiumi abruzzesi per il 2009. L'Unione Europea ha stabilito che entro il 2015 tutti i fiumi devono raggiungere lo stato ambientale definito “buono”, ma secondo il dossier, la Regione Abruzzo si allontana dall'Europa. 5 infatti sono le possibili classi di qualità, derivanti dall'integrazione dei dati chimico-fisici con quelli biologici: Pessimo; Scadente; Sufficiente; Buono ed Elevato. Lo studio dei corsi d'acqua viene svolto dal 2004 dall'Arta che ha una rete di oltre 100 stazioni di monitoraggio lungo i fiumi della regione e misura una serie di parametri chimico-fisici e batteriologici e provvede allo studio degli invertebrati presenti secondo tecniche standardizzate a livello nazionale. Ben il 63% delle stazioni abruzzesi è in una classe di qualità non corrispondente allo stato “buono” o “elevato”. Le condizioni peggiori (stato “pessimo”) sono state riscontrate nei fiumi Tavo, Piomba e Vibrata. Altre situazioni di forte criticità (stato “scadente”) riguardano i fiumi Imele, Raio, Aterno, Pescara, Alento, Riccio, Feltrino, Arielli, Moro, Osento e Tordino. Tra i fiumi più grandi, preoccupa lo scadimento della qualità delle acque del Trigno, che in due stazioni del tratto intermedio è passato da “buono” a “sufficiente”. Solo il Fiume sangro è sugli standard di qualità europei. «La Regione Abruzzo deve ancora approvare il Piano di Tutela delle Acque nonostante le attività siano state avviate nell'ormai lontano 2001», dichiara Augusto De Sanctis, referente acque del WWF Abruzzo, «questo Piano assume un valore strategico per la Regione non solo per l'impatto che dovrà avere sulla qualità dell'ambiente in cui vivono i cittadini abruzzesi ma anche per tutte le attività economiche che si svolgono nella Regione (turismo, agricoltura, industria ecc.). Tra l'altro abbiamo potuto consultare una bozza avanzata di Piano con le norme tecniche di attuazione solo recentemente e solo dopo forti insistenze, nonostante le norme comunitarie prevedano il coinvolgimento di enti e portatori d'interesse fin dalle prime fasi di redazione di questo piano, proprio per condividere gli obiettivi tra le diverse parti ed evitare successivi conflitti». Per il Wwf però il piano è inaccettabile in quanto sostanzialmente cercherebbe di eludere l'obiettivo fissato dall'Unione Europea per il 2015.

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