L’economia abruzzese è riuscita ad arginare la crisi grazie ad un lieve aumento del numero delle imprese registrate a fine 2009, ma soltanto per la provincia di Pescara si è avuto un saldo, tra imprese iscritte ed imprese cancellate, positivo e crescente rispetto al 2008, così come si è avuto un accelerazione del tasso di crescita, senza considerare la situazione aquilana. Miglioramento dovuto in particolar modo ai settori legati alla filiera del Turismo e dei Servizi di supporto alle imprese.
Le grandi imprese hanno tenuto meglio delle piccole, ed in particolar modo hanno retto sul mercato le società di capitali che meglio sono riuscite ad agguantare il mercato estero e ad investire maggiormente in tecnologie ed innovazione. Per le ditte individuali si è registrato invece un saldo negativo soprattutto per il settore Agricoltura ed Artigianato.
Altri settori coinvolti nella crisi il settore Manifatturiero, Costruzioni e Commercio, al pari di quanto verificatosi a livello nazionale.
Sebbene qualche segnale di ripresa si è registrato in alcuni settori del nostro tessuto economico, la crisi non ha risparmiato l’occupazione con una riduzione delle nuove assunzioni, un incremento di licenziamenti e di ricorso alla CIG.
Le grandi imprese hanno tenuto meglio delle piccole, ed in particolar modo hanno retto sul mercato le società di capitali che meglio sono riuscite ad agguantare il mercato estero e ad investire maggiormente in tecnologie ed innovazione. Per le ditte individuali si è registrato invece un saldo negativo soprattutto per il settore Agricoltura ed Artigianato.
Altri settori coinvolti nella crisi il settore Manifatturiero, Costruzioni e Commercio, al pari di quanto verificatosi a livello nazionale.
Sebbene qualche segnale di ripresa si è registrato in alcuni settori del nostro tessuto economico, la crisi non ha risparmiato l’occupazione con una riduzione delle nuove assunzioni, un incremento di licenziamenti e di ricorso alla CIG.
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