mercoledì 12 maggio 2010

IL SALUTO DEL PREFETTO GABRIELLI DE L'AQUILA: SI PARLA DEL RISCHIO DI INFILTRAZIONI MAFIOSE

"Nell'ambito delle indagini su possibili infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post-terremoto ho chiesto al Prefetto coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere che le prossime linee-guida identifichino nel Prefetto dell'Aquila l'unica autorita' emittente le certificazioni.
Cio' puo' rappresentare una semplificazione e una gestione unitaria di questa particolarissima e delicatissima materia dove le certificazioni antimafia si rilasciano e si negano all'esito di complicate istruttorie".Lo ha affermato oggi il prefetto Gabrielli sempre in occasione del suo commiato dall' Aquila.

Parlando anche della tracciabilita' dei flussi finanziari delle societa' impegnate nei lavori di ricostruzione e ristrutturazione, Gabrielli ha detto "che l'8 di luglio sono state editate sulla Gazzetta Ufficiale le linee-guida che hanno previsto obblighi per le stazioni appaltanti e anche per gli aggiudicatari degli appalti, uno di questi obblighi e' la tracciabilita' dei flussi". Dal maggio 2009 a maggio 2010, i controlli antimafia hanno riguardato 2.505 richieste di rilascio di certificazioni antimafia; 1.889 il numero delle imprese interessate di cui 560 hanno riguardato imprese della Provincia dell'Aquila. Le richieste evase sono state 1088 "a causa di iter molto complessi" mentre 20 sono state le interdittive che hanno riguardato 8 ditte del Centro Italia, 9 del Nord Italia e 3 del Sud Italia.
"Il rischio di infiltrazioni malavitose all'Aquila e' reale - ha detto Gabrielli - e noi abbiamo posto un quesito al Comitato di coordinamento su un settore che al momento non vede misure idonee non perche' l'Aquila non sia capace di farlo ma perche' il sistema non lo fa e cioe' le aziende che hanno la sede legale al di fuori del territorio nazionale. Nelle prossime linee guide - ha proseguito Gabrielli - verra' tracciato quello che sara' l'iter per consentire alle Prefetture di emettere provvedimenti anche in questo senso individuando gli organi di polizia anche a livello di cooperazione internazionale perche' io credo sempre di piu' che dobbiamo vedere non nella sola ottica nazionale"

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