Sono stati rinviati a giudizio i 26 imputati, tra cui l'ex sindaco di Pescara, Luciano D'Alfonso, nell'ambito dell'inchiesta denominata "Housework" su presunte tangenti al Comune di Pescara. Nel corso dell'udienza preliminare, tenutasi ieri al Tribunale di Pescara, il Pm Gennaro Varone ha motivato la sua richiesta tramite una lunga requisitoria, in cui ha ripercorso, davanti al Gup Guido Campli, i passaggi dell'inchiesta. Vari i reati ipotizzati, dalla corruzione alla concussione. Secondo l'accusa, Luciano D'Alfonso sarebbe stato la mente di tutte le iniziative illecite, come dimostrato, a detta del Pm Varone, dalla lista di imprenditori trovata nell'ufficio dell'ex braccio destro Guido Dezio (tra gli indagati) dove al fianco di ogni nome risultava la dicitura "b" (per bianco) "n" (per nero) - secondo l'accusa il bianco indicava un pagamento regolarizzato, il nero invece una mazzetta.
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