Lezioni sospese all'università di Lettere e Filosofia di Chieti, in segno di protesta contro la riforma universitaria. "Se si arriva a sospendere le lezioni, e lo dice un moderato, significa che la misura e' colma". A dirlo è stato stamane, a Chieti, il preside della facolta' di Lettere e Filosofia della "D'Annunzio", Stefano Trinchese, annunciando il blocco della didattica. "Riteniamo che quella che il Ministro Gelmini ha definito una riforma epocale contro l'universita' dei 'baroni', sia tutto il contrario, una riforma centralistica e autoritaria che mira a due obiettivi collegati tra loro, la privatizzazione dell'universita' e il ridimensionamento del diritto allo studio". Per Trinchese la riforma passa attraverso l'annullamento della categoria dei ricercatori, "personale docente -dice- che svolge anche il 40 per cento della didattica, pure se non ne avrebbe l'obbligo e che, di fatto,regge l'attivita' didattica stessa. Si aggiungano a questo i tagli al fondo di finanziamento delle universita' nella misura di 269 milioni di euro quest'anno e di 1,5 miliardi il prossimo e si intuisce l'impossibilita' ad andare avanti tenendo aperta l'universita'". Per Trinchese e' importante la condivisione dei problemi: "Protestiamo oggi perche' esistono ancora motivazioni di coerenza e perche' la condivisione della sofferenza e delle problematiche di una parte, quella dei ricercatori, e' la sofferenza dell'intero. Noi simbolicamente oggi non autorizziamo la didattica -conclude il preside - la sospendiamo per consentire agli studenti la consapevolezza dei problemi che stiamo affrontando, per far capire ai giovani che e' in gioco il diritto allo studio che loro intendono preservare giustamente, ma che verra' loro negato da provvedimenti iniqui e repressivi".
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1 commento:
il problema è che non otterrete niente finchè c'è questo governo! siete nella situazione di bere o affogare oppure fare un'altra cosa!
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