Sono molte le proteste che attendono l'arrivo di Berlusconi a L'Aquila. "Basta con le cricche d'affari". E poi: "processo breve per lui, ricostruzione lenta per noi". Ed ancora: "macerie di democrazia. Venti novembre: L'Aquila chiama Italia". Sono solo alcuni degli striscioni, sbandierati dai manifestanti nell'ultima rotatoria prima dell'imbocco della strada che porta alla caserma di Coppito. Oltre agli striscioni sono state sistemate anche delle carriole che contengono mattoni, a simboleggiare una ricostruzione che non c'e' ancora, ma anche cartelli con scritto "Tu bunga bunga, noi macerie". Un cordone di polizia impedisce comunque ai manifestanti di andare oltre la rotatoria. Momenti di tensione, invece, si sono registrati al passaggio dell'auto del vice commissario per la ricostruzione, Antonio Cicchetti. La sua Audi, con autista, e' stata bloccata nei pressi della rotatoria e la polizia e' dovuta intervenire per evitare aggressioni. L'auto e' stata anche presa a calci da alcuni manifestanti che gridavano "vergognati, sei un condannato".
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