lunedì 8 giugno 2009

Rapporto sull'economia abruzzese

 In Abruzzo nel primo trimestre del 2009, la produzione ha registrato un calo del 14 per cento, il fatturato del 12.2 per cento, il fatturato estero del 9,.1 per cento, le aspettative per il prossimo semestre persistono nel deterioramento e le condizioni di accesso al credito non evidenziano particolari fenomeni di inasprimento. E' quanto emerge dall'indagine congiunturale sulle imprese manifatturiere realizzata dal Cresa (Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali) e dall'Istituto delle Camere di Commercio d'Abruzzo, i cui risultati sono stati illustrati stamani nel corso di una conferenza stampa da presidente del Cresa, Giorgio Rainaldi, dal Segretario generale dello stesse Ente, Francesco Prosperococco e dal professore Pierluigi Landini, membro della commissione tecnica scientifica del Cresa. Per quanto riguarda il quadro congiunturale, nel primo trimestre 2009, il quadro dell'impresa manufatturiera abruzzese ha proseguito nel peggioramento. I principali indicatori economici hanno continuato a manifestare consistenti diminuzioni rispetto all'ultimo trimestre 2008 e soprattutto rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Le diminuzioni piu' marcate hanno riguardato i mezzi di trasporto (-35,8 per cento), la lavorazione dei minerali non metalliferi (-24,4 per cento), la metalmeccanica (-16,9 per cento) ed il legno e mobili (-19,7 per cento). Sono state rilevate minori contrazioni produttive nella chimico-farmaceutica (-4,9 per c ento) e nel tessile abbigliamento (-2,7 per cento). Il territorio che ha registrato il maggiore calo produttivo e' stato nella provincia di Chieti (-16,9 per cento su base annua). Anche tutte le altre province mostrano diminuzioni tendenziali della produzione, sebbene inferiori al calo rilevato a livello regionale (l'Aquila -11,9 per cento; Teramo -13,5 per cento, Pescara -10,9 per cento). La contrazione dei livelli produttivi e' stata registrata in tutte le province anche in termini congiunturali, sebbene con intensita' minori di quelle tendenziali. Sul fronte delle piccole e medie imprese, le stesse sembrano attraversare situazioni di minore difficolta', mentre le imprese di medie dimensioni si avvicinano all'andamento generale.

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