Boom di nuove imprese nella provincia dell'Aquila nel primo trimestre del 2009. E' quanto emerso oggi dai dati forniti dal Centro studi della Cna. La provincia terremotata e' risultata al primo posto, in Italia, per l'incremento percentuale di attivita' rispetto all'anno passato, con l'artigianato e l'edilizia a fare la parte del leone. Dal rapporto è emerso però anche il dato generale relativo all'Abruzzo, che e' decisamente negativo. Tra gennaio e settembre scorsi, infatti, la Regione ha realizzato il peggior risultato degli ultimi dieci anni, soprattutto in campo artigiano. Il rapporto tra iscrizioni e cancellazioni ha infatti il segno meno: tra gennaio e settembre in Abruzzo il saldo negativo e' stato di 216 unita'. Le imprese artigiane, inoltre, sono cresciute di 190 unita', con un valore percentuale pari allo 0,53 per cento (contro lo 0,11 per cento di media nazionale). C'e' poi il 'caso' della provincia dell'Aquila, con 301 nuove imprese, pari allo 0,99 per cento, di cui 225 nel cuore del cratere del terremoto, 68 nella Marsica e otto nell'area del Centro Abruzzo. Risultati soddisfacenti anche a Pescara (+190 imprese; +0,54 per cento) e a Teramo (+ 151; + 0,42 per cento). Solo Chieti si colloca appena al di sotto della media nazionale, con + 127 imprese e lo 0,27 per cento di crescita.
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