"Dentro alle aziende, fuori dalla crisi": è questo lo slogan coniato dalla Fiom/Cgil abruzzese per annunciare la campagna sindacale d'autunno e indicare la strada per uscire dal tunnel. Allo scopo di mobilitare i lavoratori, la Fiom ha organizzato uno sciopero di 4 ore per venerdì 13 novembre nelle aziende del Chietino e del Pescarese. Ma è solo un assaggio della manifestazione nazionale del giorno dopo a Roma e di quella a livello regionale che si svolgerà a Chieti il 28 novembre: la mobilitazione si terrà dalle 9.30 in poi davanti all'aeroporto d'Abruzzo. «Una scelta non solo pratica, in un luogo dove far confluire facilmente le persone che aderiscono allo sciopero, - spiega Nicola Di Matteo, segretario regionale della Fiom - ma anche simbolica perché non tutti sanno che a fine anno 130 lavoratori dello scalo resteranno a spasso: contratti a termine in scadenza, cassa integrazione alle porte e mobilità, cioè la disoccupazione per molti di loro.Che fine hanno fatto i grandi progetti di sviluppo dell'aeroporto?». Ma non è solo questo settore a non decollare in Abruzzo, anzi: il punto che più duole alla Cgil è l'accordo separato a livello nazionale fra Governo da una parte, Cisl, Uil e Ugl dall'altra. Nel dettaglio, l'accordo separato «ha diviso le parti sociali - denuncia Di Matteo - senza aiutare i lavoratori: almeno avessero ottenuto aumenti salariali consistenti, invece hanno portato a casa appena 11 euro in più al mese sulla busta-paga!».
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