Un lunghissimo e commosso applauso ha salutato ieri Ludovico Nardecchia che dopo ventidue anni ha lasciato la guida dell'Istituzione Sinfonica Abruzzese. I soci dell'ente abruzzese hanno salutato il presidente uscente consapevoli del grandissimo lavoro svolto da Nardecchia al servizio della musica. "E' stato un esempio di buona gestione, umanita' e creativita' e per questo lo ringraziamo" hanno sottolineato gli esponenti dei maggiori enti culturali cittadini, a partire dal direttore del conservatorio, Carioti, al presidente della corale 99 Cerasoli, al vice presidente dei Solisti Aquilani, Lucrezi, al musicologo Francesco Sanvitale, al rappresentante di Harmonia Novissima di Avezzano, Franceschini, al direttore artistico, Antonellini. Anche il Comune dell'Aquila, per voce dell'assessore Vladimiro Placidi, ha espresso il proprio apprezzamento per il lavoro e l'impegno svolto al servizio della cultura e della citta' in questi lunghi anni da Ludovico Nardecchia "...che ha anche avuto il merito di tenere sempre fuori dalla porta dell'ente gli appetiti politici...". Succede a Nardecchia Antonio Centi, gia' amministratore delegato dell'Isa e sindaco dell'Aquila. L'assemblea dei soci, proprio su proposta di Nardecchia, ha votato all'unanimita' Antonio Centi che eredita un'azienda sana sotto il profilo economico e di assoluto prestigio sotto l'aspetto musicale. "Spero di poter seguitare il cammino segnato da Carloni prima e da Nardecchia poi con serieta', rigore, indipendenza e onesta' intellettuale, segni che hanno contraddistinto l'opera dei miei prestigiosi predecessori" ha commentato Centi dopo la sua elezione, "le sfide che ci aspettano sono complesse e impegnative. Servira' un lavoro di squadra e una progettualita' alta e quanto piu' unitaria possibile. La cultura - ha proseguito il presidente dell'Isa - dovra' assumere un ruolo strategico per la rinascita e il rilancio del nostro territorio cosi' duramente colpito dal terremoto".
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1 commento:
Quando si dice "La flessibilità"!
Ma di andare in pensione, niente?
Di farsi da parte e lasciare spazio ai pi più giovani? Non se ne parla!
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