Saldi, saldi, saldi. Da ieri a decorare le città italiane non sono più le lucine natalizie ma le coloratissime scritte con la parola "Saldi". Ma come stanno andando le vendite nello stivale? Se nelle grandi città, da Roma a Milano, lunghissime file si sono formate davanti ai negozi più "in", in Abruzzo la situazione è ben diversa. A Lanciano, per esempio, sono saldi sotto tono. Non tutti i negozi hanno approfittato della coincidenza tra giornata festiva e primo giorno dei saldi e per questo in centro erano aperti poco piu' della meta' dei negozi. File solo davanti a un negozio di una nota catena di biancheria intima. E di fronte ad aspettative non proprio rosee per gli sconti invernali, i commercianti si preparano a una raccolta di firme per chiedere di accorciare il periodo dei saldi. "E' un'esigenza sia dei consumatori che dei commercianti - dice il presidente del consorzio 'Le vie del Commercio' di Lanciano, Giuseppe D'Autilio - perche' fare 120 giorni di saldi su 300 giorni lavoratovi mette a rischio l'imprenditore, sul fronte dei conti da far quadrare, e il consumatore, sul fronte della qualita' della merce". A breve ci sara' un incontro con la Camera di Commercio di Chieti per organizzare un movimento che coinvolga i commercianti della provincia. "Incontreremo la nostra camera di commercio per portare le rappresentare le nostre ragioni all'Unioncamere della Regione Abruzzo. L'obiettivo e' di ridurre il periodo dei saldi da 60 a 45 giorni", dice D'Autilio, presidente di un Consorzio che mette insieme la maggior parte dei commercianti del centro citta', circa 60. "Con 120 giorni l'anno di saldi, tra quelli estivi e quelli invernali, si rischia di far diventare il saldo una tecnica di vendita - conclude D'Autilio - cosa che mette a rischio imprenditore e consumatore". Anche a L'Aquila sono iniziati ieri i saldi invernali in quei negozi che sono riusciti a riaprire dopo il terremoto. "A quasi due anni dal sisma - ha affermato il presidente provinciale della Confcommercio, Roberto Donatelli - ha riaperto circa il 50% delle attività, ma molti non sono riusciti ancora a ripartire, soprattutto le botteghe del centro storico". "Federmoda e Confcommercio -continua Donatelli - si sono battute affinché Abruzzo, Lazio, Molise, Marche, Umbria ed Emilia Romagna unificassero il giorno d'inizio dei saldi, per evitare l'esodo per acquisti in altre regioni. Unificare la data d'inizio dei saldi in tutta Italia è impossibile, ma è un successo quello ottenuto nel centro Italia; l'unica regione che ha anticipato al 2 gennaio è la Campania".
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