Tra il 2004 ed il 2008 in Europa la percentuale di individui che ha acquistato su internet per uso privato e' passata dal 22% al 34%. La percentuale di acquisti trasnfrontalieri e' invece rimasta stabile negli ultimi due anni, rimanendo invariata intorno al 6-7%. Oggi gli acquirenti cross-border sono circa 30 milioni. Internet e' il canale di vendita che ha registrato il maggior tasso di crescita negli ultimi tre anni (dati Euromonito12008) sempre secondo la ricerca realizzata da Netcomm, che per la prima volta ha messo a confronto l'andamento nazionale rispetto ai principali paesi europei. ''Esaminando lo scenario internazionale - commenta Roberto Liscia, presidente del Consorzio - si nota che l'e-commerce ha svolto un ruolo di importante acceleratore per le economie nelle quali ha avuto un maggiore sviluppo, aprendo nuovi sbocchi per l'occupazione e rilanciando settori della produzione e del commercio in mercati prima di allora inaccessibili''. ''E', quindi, necessario, se non addirittura urgente, in considerazione della congiuntura economica negativa che stiamo attraversando, abbassare le barriere culturali, causa della sfiducia dei consumatori e delle imprese nei confronti di Internet come canale distributivo; sviluppare le infrastrutture necessarie per la crescita dell'e-commerce e consolidare l'impianto normativo a sostegno di questo settore. Le imprese dal canto loro - ha proseguito Liscia - devono ampliare l'offerta e la visibilita' dei prodotti, progettare siti con una customer experience senza uguali, predisporre il sito in piu' lingue, aumentare gli investimenti pubblicitari negli altri Paesi europei e gestire meglio le opportunita' e le interazioni multicanale''.
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